La parabola di un estintore

C’era una volta un ragazzo con un estintore in mano.
Sto ragazzo fu sparato in faccia per impedirgli di lanciarlo.
C’era un’altra volta un altro ragazzo con un estintore in mano.
Lui è riuscito a lanciarlo senza che nessuno gli sparasse in faccia.
Il primo è morto ed è diventato un martire del movimento.
Il secondo non è morto, è diventato il mostro del movimento e rischia qualche anno di carcere.
E sono passati solo dieci anni.

Voleri

Gram Parson, musicista country, anzi, Alt-Country, come piaceva definirsi.
Morto all’età di 26 anni per Overdose.
Dove? a Jhosua Tree, dice wikipedia.
Quello che non dice invece è quello che adesso vado a raccontarvi.
Venti giorni prima la Morte era passata da Lennon. Jhonn Lennon.
… Così il Nostro, commentando il fatto si era confidato con il suo agente, dicendo:
” quanno che moro io vojo esse cremato, e doppo, le mie ceneri vojo che le buttate nel parco di yellowstone, al vento!”.
Passati sti 20 giorni, la Morte, passò dal povero Parson, profeta in casa, e se lo portò via.
A quel punto il feretro del buon Parson venne messo su un aereo per essere riportato a casa, affinchè gli si potesse dare degna sepoltura come ad ogni americano che si rispetti.
Mai si sarebbero potuti immaginare che il suo agente, invece, impavido e folle potesse trafugare la bara sotto la stiva dell’aereoplano e portarla in fretta ed in furia in mezzo ad un bosco, e che una volta fatto questo, gli avrebbe dato fuoco, realizzando così il desiderio del suo amico defunto e per giunta un piccolo incendio.
La pira di fumo attrasse però i Policemen che arrivati nel bel mezzo del freak funeral arrestarono il povero manager e il resto della comitiva.
Ora. Ognuno ne tragga il cazzo di insegnamento che vuole.
certo è che l’Agente era un’amico vero.
Honore all’Agente di Gram Parsons. daje tutti.

Anchise

Anchise. Dal Greco “storto”, “curvo” ma anche zoppo.
Storia di un Troiano, mezzo nobile, mezzo pastore, punito da Zeus per essersi vantato.
Pare, si dice, si narra, che durante una festa, ubriaco lercio, si sia appunto vantato di farsi le storie con Afrodite.
La dea infatti qualche tempo prima si era innamorata perdutamente di lui, e a daje e daje, avevano procreato niente popo di meno che Enea, futuro fondatore di Roma.
Fu così che Zeus odite le sue vanterie, durante la festa, e per questo ingelosito fracico, (Zeus era un rosicone) lo punì colpendolo con un fulmine, azzoppandolo.
… Ma il Mito dice, narra, che Anchise era il padre portato in spalle da Enea nella sua fuga da Troia in Fiamme, suo malgrado. Perchè lui avrebbe voluto morì, zoppo e storpio e oramai accannato da Afrodite, tra le fiamme appiccate dai Cavalli de Troia, e vaffanculo.
Famoso è, infatti, il detto a lui accostato; “Mò, mavete proprio rotto ercazzo!”
Come se non bastasse, si dice, narra, era pure cieco.
Mezzo paralitico.
Insomma già secoli e secoli fà, esisteva un Mito contro l’eutanasia.
Che si sappia che Enea non solo fondò Roma, ma pare esse stato anche il padre putativo dell’accanimento terapeutico.
honore ad Anchise. daje tutti.

Ero, Saro e Sono.

Questa è la storia di tre fratelli, tre gemelli. Read more »

Senza Storia

Un giogo invisibile che lo tiene legato, che non può fermare, che non lo lascia andare, sempre uguale, che gira e pesa, tira e pesa, gira e stanca, ma non lascia segni.

È così che cominciò.

La vide, se ne innamorò. Subito, senza un solo istante di pausa ne di attesa.
Dopo undici secondi il suo corpo non le apparteneva più. Apparteneva a lui, era la summa dei suoi desideri. La Dea, la Dea che stava asepttando, la Dea dell’amore.
Dopo undici minuti la vita di lei era un racconto scritto ad arte per lui, una storia senza storia, pensata e vissuta per lui, per giungere a lui, e riempirlo, lei il fiume che scende lui il mare che accoglie.
Dopo undici ore non rimaneva di lei che il profumo nell’aria. Inghiottita nel suo interno, nell’indefinito dei suoi non ricordi, da sempre slegati, sciolta lei insieme a loro nell’acido dei suoi bisogni, senza più un segno, una linea, un confine.
Il passato rareffato instabile dei reduci, La tavola sgombra, intonza, pronta per la cena di gala, non una mollica dei precedenti pasti, pronta e linda per la grande nuova abbuffata.
Dopo undici giorni la sua vita, la sua di lui, era svanita anch’essa quasi completamente.
Fusa, liqueffatta e bollente nell’aria umida e infetta.
Dopo undici mesi non sentiva più nulla. Una distesa silenziosa e arida, senza vita, il cielo bianco d’inverno, la terra arsa giaceva congelata e inerme, tutta uguale, senza orizzonte.
Il terrore era stato lì ad aspettarlo tutto questo tempo, e finalemente il figliol prodigo era tornato a casa, la sua casa, il colore bianco diffuso del vuoto, il suono in dissolvenza dell’eco.

Discovery Channel – I Maschi di Umani-

Nell’osservazione di questa specie animale chiamata Umana, del genere dei Primati, la prima cosa che balza agli occhi è la sua componente maschile.
I Maschi. Read more »

Storia di un sasso

“Sei stato tu! Sei stato tu col tuo sasso!”
Un poliziotto sovrappeso urla e prova ad inseguire un manifestante a Piazza Alimonda.
Carlo Giuliani giace morto sul selciato.

Sono passati 10 anni da quel 20 luglio.
Quel pomeriggio mi ha sconvolto la vita.
Sono stato accusato di omicidio, sequestrato, analizzato e rinchiuso in qualche scantinato di non so quale commissariato. Read more »

Diritto alla vigliaccheria

“Ho diritto alla vigliaccheria”. Si ripeteva continuamente da alcuni giorni.
Non dormiva, non ci riusciva e ripensava continuamente alle ultime 48 ore.
Aveva di nuovo messo a ferro e fuoco tutto: il suo equilibrio, la propria vita, i propri sogni. Non riusciva a capacitarsene ogni volta che succedeva. Read more »

Occhio non vede

(Con questo racconto diamo il benvenuto alla terza lama del blog: lamate bal. Se e quanto imperverserà da queste parti non è dato sapere. Nel frattempo leggete e nun rompete – lamate bz)

La chiamano Sindrome di Fuchs, quelli bravi intendo, i dottori che ne sanno.
Per me è la mia malattia, la mia nuova compagna sghemba e malevola che decide quante cose posso vedere.
Sindrome come quella da immunodeficienza, Sindrome come quella cinese di quel film vecchio e scolorato con Michael Douglas e Jane Fonda in cui una centrale nucleare si spezzetta piano all’inizio e poi esplode ,negli ultimi 10 minuti.
Ecco credo che siano stati gli ultimi 10 minuti quelli fatali, quelli in cui dei e parche hanno fatto un patto per farmi fare la strada larga col botto alla fine.
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Emma

Quando esplose la bomba provai a schermare i miei pensieri. Nei fumetti che leggevo c’era chi ci riusciva. Io ovviamente no, al massimo leggo le loro avventure nelle mie insonni ore notturne, spesso con lei accanto. E non vivo nel mondo Marvel.

Quando me ne accorsi era troppo tardi. A dire il vero avevo avuto già delle sensazioni tempo prima ma credevo fosse tutto assurdo. Pensavo che queste cose le avevo viste solo nei fumetti degli X-Men o in qualcosa di simile.
E’ vero che quando due persone sono legate, spesso si intuiscono cose nascoste. Se ami una persona magari scopri da qualche impercettibile dettaglio, che magari ti ha tradita o ti tradirà. Magari senti anche che alcune cose sono cambiate.
E invece no. Quello che è successo a me è qualcosa di completamente diverso.
E sono scappato. Read more »