Discovery Channel – I Cazzi Medi –

Posted by opinionista on Novembre 19, 2012

I cazzi medi

 

Si dice, si narra, che ad un certo momento una schiera tra i professori più emeriti del campo si videro costretti da un consulto planetario, in ter di sci pli na re!

I soggetti maschi  possessori di cazzi medi infatti palesavano una sottospecie di patologia di cui mai nessuno nel mondo accacdemico si era occupato prima.

Non riuscivano ad usarlo bene, creando evidenti problemi di soddisfazione sessuale nel partner.

Le cause ipotizzate furono molteplici, ma quella che trovò maggior riscontro nel simposio fu quella circa un difetto di “adattabiltà”.

Il chè detto così potrebbe far pensare ad un facile paradosso.

E invece No. L’adattabiltà in oggetto fa’ riferimento infatti alle altre due categorie che evidentemente non potevano rimanere evase dalla ricerca stessa.

Ossia i cazzi piccoli e i cazzi grandi.

I possessori di cazzi piccoli e cazzi grandi, entrambi, si erano visti costretti a problematizzare quel possesso nel mondo, prima o dopo, durante il ciclo vitale. Chi per un motivo chi per il suo opposto.

Più nello specifico,  i soggetti cazzi piccoli e cazzi grandi si erano dovuti necessarimente interrogare su come renderlo funzionale rispetto alla sopravvivevenza sociale, al successo, ma sopratutto alla convivenza umana tutta.

I soggetti cazzi medi no.

Grazie a questa peculiare attenzione, I cazzi piccoli, per esempio, furono in grado di sviluppare quelle competenze che oggi  noi conosciamo con il nome scientifco di “overpetting” e i cazzi grandi invece a strutturare quella speciosa identità fondata sulle dimensioni che prende il nome di “mitomanhia”.

Secondo il paradigma portante di questa corrente di pensiero le cause della subpatologia dei cazzi medi quindi non poteva che essere quello di essere stati inghiottiti dalla loro stessa normalità.

Questo fenomeno venne chiamato “deficit di competenza dei cazzi medi” che provocava evidente sconforto nel mondo sessuale di ogni latitudine.

Dal punto di vista fisiologico seguirono una serie di esperimenti che avvalorarono questa ipotesi , riscontrando veri e propri cambiamenti nel funzionamento del sistema neuronale.

Tra i soggetti che si prestarono ad essere sottoposti ad alcuni test comportamentali , si osservò che i cazzi grandi ed i cazzi piccoli se sottoposti a dieci ore continuative di televisone, mantenevano livelli più alti di attività cerebrale, e quindi maggiore reattività di fronte alla cause della tropicizzazione del globo e ralativi uragani.

Nel dettaglio , preso un campione fra soggetti di tutte le etnie, si osservò che un soggeto x che chiameremo per convenzione “alemanno”, arriavava a mantenere un livello di attenzione doppia, rispetto al soggetto y che chiameremo “ipsilon”, già dopo la quinta ora di somministrazione di “uomini&donne” senza audio, con picchi altissimi nei livelli sodici nel cervelletto.

Fattostà che soltanto dopo molti anni, alla ricerca in quesione fu riconosciuto il giusto rilievo.

Fu proprio quando si capì come utilizzarne empiricamente la portata delle scoperte.

Oggi possiamo asserire con fondata sicurezza che il fenomeno della desertificazione terrestre, il suo relativo arresto, è stato realizzabile proprio grazie alla migrazione forzata dei soggetti x “alemanno” in aeree maggiormente investite dai disastri metereologici causati dal global warming, e di quelli y “ipsylon” nei siti geografici meno sensibili.

I soggetti x , in pochi anni, grazie ad uno sviluppo virtuoso di competenze, riscirono a ridurre quasi completamente l’impatto sulla comunità umana delle sciagure meteo.

I soggetti y di potersi concentrare nella maniera più tranquilla possibile sul problema alfa, cioè quelle delle competenze sessuali, da cui si originava la ricerca, ed a convogliare il resto del tempo nella produzione di quel sale utile ad affrontare la formazione del ghiaccio su marciapiedi e carregiate.

Se noi possiamo godere liberamente  di un esistenza pacificata e sicura, alienata dalla sofferenza meteo, lo dobbiamo principalemnte alla ricerca sui cazzi medi, e poi alla lungimirante sua interpretazione.

Chi se lo sarebbe creso?

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